Escursione al lago di Agro (2022 m slm)

    Sacco a pelo? C’è

Torcia da testa? Carica

Vestiti da montagna? Nella sacca stagna

Tenda? È dall’anno scorso che mi aspetta

Zaino? Sempre pronto!

Si parte, orario di ritrovo ore 8, la destinazione non definita, la decisione presa solo all’uscita dell’autostrada.

 

 Uscita Domodossola, direzione valle di Bognanco. Giunti al paesino di San Bernardo (1628m slm) e distribuiti equamente i pesi (tenda, viveri e attrezzature da cucina) imbocchiamo una piccola strada semiasfaltata con direzione il Lago di Agro. Compagni d’Avventura Marco e Luca, sempre in prima linea quando si organizzano escursioni di questo tipo.

Cartina Valle Bognanco

L’inizio è molto duro, come sempre del resto: una decina di tornanti infernali capaci di far passare a chiunque la voglia di continuare la salita, tantopiù che arrivati alla fine si scopre che era anche possibile parcheggiare l’auto (ma poi la soddisfazione di averla fatta con le proprie gambe dove la mettiamo?)

All’Alpe Paione, qualche minuto dopo i tornanti, c’è la deviazione per il piccolo lago, a 45 minuti di distanza (con passo da alpino). Considerando che si è fatta ora di pranzo, il sole è alto e potente e la montagna mette sempre un certo appetito, approfittiamo dell’ombra offerta da un gruppetto di larici e dell’acqua di un piccolo torrente per mangiare due panini con mortadella e toma alpigiana.

Pranzo

Dopo un’altra mezz’ora buona, seguendo un sentiero non particolarmente impegnativo, arriva il tanto sospirato lago: acque limpidissime che mostrano perfettamente il fondale roccioso, incorniciato dalle splendide cime che ci separano dalla Svizzera.

Lago di Agro

Adoro i paesaggi d’alta montagna, dove la vegetazione si interrompe nettamente per lasciare spazio a bassi cespugli di rododendro, prati fioriti e formazioni rocciose che fanno sembrare la Terra la superficie della Luna.

Dopo un breve giro di perlustrazione sulle rive del laghetto troviamo uno spazio perfetto per insediarci: suolo libero da pietre, in piano, non distante dal rigagnolo che dà origine al lago e una posizione leggermente riparata dal vento.

Montata la tenda in pochi minuti, ci accorgiamo che soffre leggermente le forti raffiche di vento e sono necessarie alcune corde per rinforzare la struttura.

Nel pomeriggio riusciamo anche ad intravedere una marmotta, che incuriosita dalla nostra presenza si avvicina, che invidia poter vivere senza problemi ogni giorno in mezzo a quel paradiso naturale.

L’ ora di cena arriva molto presto. In alta montagna la scelta del menù è fondamentale e relativamente limitata (negli ingredienti, non nella quantità) e questa volta prevedeva: bruschette di pane nero di Coimo (un pane integrale DOP che adoro, preparato principalmente con farina di segale, ha la caratteristica di mantenersi buono per molti giorni) con lardo (immancabile ed onnipresente) e toma alpigiana, pasta e fagioli, vellutata ai funghi porcini con crostini di pane nero dorati con lardo e per finire salsiccia piccante cotta su pietra posta sul fuoco: deliziosa!

La notte passa piuttosto tranquilla, senza troppa umidità e con una temperatura accettabile (l’abbigliamento composto da maglia e pantaloni termici, felpa e sacco a pelo pesante avrebbe retto anche temperature più critiche). Unico problema le continue folate di vento, che scuotono la tenda e mi svegliano di continuo.

Il risveglio del mattino seguente, con il sole che inizia a scaldare la tenda, è stato meno traumatico del solito in queste situazioni. La visione mattutina del laghetto dalla tenda e un’abbondante colazione a base di the e pane nero con marmellata ci danno la carica per affrontare la giornata.

Vista tenda

Dopo aver smontato tenda e zaini, decidiamo di arrampicarci sulla ripida parete dietro al lago, arrivando a circa 2200 m, metro più metro meno, giusto per fare una passeggiata sulla neve e vedere dove si crea il primo rigagnolo d’acqua, che genera il lago di Agro, che alimenterà un altro fiume, che si immetterà a valle con il Toce, che a sua volta diventerà lago Maggiore.

Lago di Agro Pano

Sulla via del ritorno si passa per un altro piccolo laghetto, talmente piccolo da non avere nemmeno un nome sulla cartina. È il posto perfetto per organizzare un veloce pranzo: due porzioni di cous cous alle verdure liofilizzato, immancabili crostini lardo e toma e per concludere un ottimo caffè.

Lago Alpino

Proseguendo la discesa si attraversa una torbiera fino ad arrivare nei pressi dell’alpe Monscera (1978 m slm), da qui la strada sterrata che riconduce al paesino di San Bernardo, molto più leggera rispetto a quella dell’andata.

Un’escursione breve, semplice e vivamente consigliata.

Ecco una breve clip del panorama del lago di Agro.

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