Un anno da Cyborg

È già passato un anno dal giorno in cui ho deciso di farmi impiantare un microchip nella mano. La ferita si è rimarginata e la cicatrice è ormai praticamente invisibile.
Ma come è cambiata la mia vita in questo ultimo anno?
Fondamentalmente per niente. 
I primi giorni sono stati abbastanza traumatici, dato che quasi tutti mi hanno dato del pazzo e guardato come se avessi contratto una malattia rara o fossi stato impossessato dal demonio. A essere sincero, l’idea di dover passare il resto della mia vita a difendermi da questo tipo di sguardi mi aveva spaventato alquanto.
Fortunatamente questa fase è durata pochissimo tempo e, man mano che il tempo passava, ho incontrato persone molto incuriosite ed affascinate dal mio impianto (anche se la maggioranza continua a darmi del pazzo).
Un paio di persone mi hanno addirittura contattato tramite il blog per dirmi che erano interessati alla tecnologia, per chiedermi pareri, o per dirmi che anche loro avevano intenzione di compiere questo passo.
Ad oggi con il mio chip non posso aprire porte, non posso usarlo come biglietto per prendere i mezzi pubblici o utilizzarlo per pagamenti elettronici. Per giorni in compenso ho fatto parecchi esperimenti, come ad esempio caricarci dei dati tramite smartphone o leggerlo con dei reader programmabili. Nei primi periodi l’NFC era supportato unicamente da sistemi operativi Android, ma nel corso dell’anno questa tecnologia è stata adottata anche da Apple: ora posso leggerlo anche con il mio iPhone!
Probabilmente, la cosa migliore è stata entrare a far parte di una community che (non me l’aspettavo) conta migliaia di iscritti. Grazie a essa ho stretto nuove amicizie e conosciuto tante persone con le quali ho avuto e ho interessanti scambi di opinioni.
Infine, non per ultima, la mia prima apparizione in TV: dopo avermi sentito parlare di tecnologia NFC in occasione di un talk organizzato da The FABLAB Milano all’ultimo Wired next fest, la giornalista Diletta Parlangeli (che con me è stata un vero e proprio angelo sia prima che durante la diretta) si è interessata alla mia storia e mi ha invitato a partecipare al programma che conduce su rai4, Kudos, dedicato a tecnologie e temi di attualità. Qui potete rivedere l’episodio completo (il mio intervento parte dal minuto 48).
kudos.png
La mia impressione è che il mondo non sia ancora pronto per un cambiamento culturale e tecnologico di questo tipo, motivo per cui il mio primo anno da cyborg è stato, tutto sommato, tranquillo. Nonostante ciò resto fiducioso nel futuro di questa tecnologia, che sicuramente prenderà sempre più piede, anzi… mano!
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