India coi baffi


Sono appena tornato dall’India e provo faticosamente (anche perché sono rientrato in ufficio meno di 24 ore dopo l’atterraggio) a riordinare il mio zaino e il mio cervello, che negli ultimi giorni è stato sovraccaricato da una quantità di stimoli impressionante.

Pensando alle cose più curiose di questo viaggio, mi sono tornate alla mente le innumerevoli situazioni in cui uomini indiani (ma anche qualche donna…) abbiano fatto apprezzamenti, sia verbalmente, sia solo con un gesto, circa i miei baffi e la mia barba.

Si, i miei baffi, di cui vado tanto orgoglioso e che qui in Italia vengono spesso criticati (…ma non ti danno fastidio? …ma quando li tagli!?).

In India la cultura dei baffi rappresenta qualcosa di fondamentale e millenario, sin dal tempo dei Maharaja, per cui i baffi, curati assiduamente e venerati, erano segno di potere e virilità. Rappresentavano lo status sociale elevato, tanto che ai membri delle caste più basse era addirittura vietato portarli. Era anche usanza tagliare pubblicamente barba e baffi come punizione per reati di adulterio e tradimento.

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Oggi questa venerazione per i baffi è viva più che mai, tanto che alle forze dell’ordine (presenti sul territorio ad ogni angolo) viene chiesto di tenere i baffi lunghi per incutere timore e risultare più autoritari – come se il fucile sempre in braccio e lo scudo antiproiettile non fossero già abbastanza…

Generalmente la volontà di farsi crescere i baffi anche tra i giovani è piuttosto elevata; le buffe pelurie nere dei preadolescenti con il corso degli anni diventeranno in molti casi dei baffoni imponenti, come nel caso del suonatore di flauto di Jodhpur o dei bellissimi anziani al ghat di Pushkar. Per non parlare dei Baba, i santoni dediti alla meditazione sulle rive del Gange, a Varanasi, con lunghe barbe bianche, simbolo di saggezza e di distaccamento dai problemi legati alla materialità della vita.

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Se capiterete nei pressi di Pushkar ed avrete bisogno di dare una sistematina a barba e baffi, magari con annessa benedizione cosmica, non potrete che scegliere “Baba the cosmic barber“, webstar su youtube. Io per non rischiare incomprensioni e ritrovarmi sbarbato come un quindicenne mi ci sono solo fatto una foto insieme!

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I baffi pronunciati sono talmente iconici che la mascotte di Air India (compagnia aerea nazionale con cui abbiamo volato da Delhi a Udaipur) è un simpatico Maharaja con baffetto e turbante.

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Il nostro amico Sandeep di Agra (tra le altre cose, fondatore del gruppo Agra Enfielders, gruppo locale di riders di Royal Enfield) ha basato sui suoi spettacolari baffetti arricciolati la sua immagine e quella del suo business di frappé dai gusti insoliti.


Nel corso del mio viaggio spesso mi sono sentito chiamare “Maharaja” o  “Sandokan” ma anche “Baba” o “Ali Babà“. Alcuni addirittura mi hanno chiesto di scattare un selfie con loro dicendomi che assomigliavo ad un certo Amrit Maan, “famoso” cantante del Punjab, giudicate voi: io mi sono fatto una grande risata!!

Per me baffi e barba rappresentano da sempre un segno distintivo, a prescindere dalle mode del momento: questa passione locale mi ha fatto sentire bene accetto nella società indiana e mi ha fatto sentire in India come in una seconda casa.

Tra tutti comunque il vincitore indiscusso è lui!

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